Scrivere è un’altra maniera di amazzare il silenzio. Questa città di fiumi persi, questa inutile vergogna della luce… Tante cose che vogliono essere foglie, libri aperti.
Siamo a volte il ponte,
l’altura che avanza
su un’acqua che ha una strana fretta,
una fretta lontana
che non si può capire.
Non c’è niente più triste
che il dimenticare,
sappere che ogni giorno
ha un volto diverso
e che siamo noi
quelli che non cambiano.
Sotto il tempo
nascono le parole.
E con le parole
facciamo la pace
con il buio,
con la vecchia paura
di svegliarsi una mattina
solo, con il cuore
troppo lontano dei primi sogni,
della ingegneria della felicità
in cui nessuno
finisce mai di laurearsi.
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Sabías que me derrite este idioma?
Non lo parlo,
Poco che ho imparato
Lo ho dimenticato
Per non esercitarselo
Ma per sentirlo…
Cuánto me enamora!
È entusiastico.
Lo capisco lentamente
Y esto me ha encantado:
“Sotto il tempo
nascono le parole.
E con le parole
facciamo la pace
con il buio,
con la vecchia paura
di svegliarsi una mattina
solo, con il cuore
troppo lontano dei primi sogni”
Beso celeste.
Comment by Celeste — July 23, 2007 @ 8:59 pm
Grazie, Celeste! Es el primer poema que escribo en italiano y muy probablemente este plagado de errores, pero la verdad es que, como tu, tambien yo disfruto mucho el idioma y su reto. Saludos toscanos…
Comment by robertos — July 24, 2007 @ 5:30 pm
me fascino!! este, por ser en italiano…mmm…empato al otro =P
Comment by Sailyn — December 5, 2007 @ 7:50 pm